𝗦𝗮𝗻𝗿𝗲𝗺𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲, 𝗦𝗲𝗿𝗮𝘁𝗮 𝟭: 𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗲𝘀𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗶 (𝗱𝗮 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗼) 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘀𝘂𝗹 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹. La 76ª edizione parte col botto: Olly ricorda a tutti perché ha trionfato, con merito, lo scorso anno e l’Ariston si commuove al bellissimo ricordo di Pippo Baudo, al quale è dedicata la kermesse in corso, la prima dalla scomparsa dell’uomo che ha inventato il moderno Festival. L’enorme complicità fra il padrone di casa, Carlo Conti, e la super co-conduttrice di tutte e cinque le serate, Laura Pausini, conduce la presentazione in acque sicure. Forse un po’ troppo. La signora Gianna Pratesi, dall’alto dei suoi 105 anni (portati meglio dei miei 30, tra le altre cose), offre il “cambio di beat” che serviva. Sulla stessa linea, il super ospite Tiziano Ferro: “semplicemente incanto” l’omaggio alla sua straordinaria carriera, col nuovo singolo “Sono un grande” ciliegina sulla torta. Max Pezzali, sei un mito. E Gaia è Gaia. Punto. Can Yaman non mi accende (preferisco Kabir Bedi, forse perché comincio a diventare vecchio), ma lo fa con mia mamma. E ubi maior… Anzi, ubi mamma. Idem Sal Da Vinci, per cominciare ad addentrarci nella gara; in disparte, ogni considerazione sul fatto che lui abbia comunque vinto nella vita, come dimostrato dal Teatro, che intona “Rossetto e caffè” nell’accompagnarlo sul palco. Discorso diametralmente opposto per Ditonellapiaga: look “wow” e canzone fortissima, primo vero tormentone della rassegna. Un po’ come il brano di Dargen D’Amico, che fa “il solito Dargen” con un testo colto e incisivo il giusto sull’intelligenza artificiale. Se la giocano, in quanto (anche) a qualità delle liriche, con Sayf, che non è più una sorpresa. Bellissimo, invece, il messaggio di Ermal Meta, meno la resa del brano in sé, ma probabilmente ho soltanto bisogno di metabolizzarlo. Tommaso Paradiso, insieme a un team di autori da Champions League, ci regala, invece, una ballad fortissima, seriamente candidata alla vittoria finale. Se la giocherà, molto probabilmente, con Serena Brancale, che si emoziona ed emoziona con un brano potentissimo dedicato alla madre. Fiabesca, invece, Arisa, altra “papabile”. Come, del resto, Fedez e Masini, che non deludono le aspettative. Se Serena Brancale fa la Malika Ayane, Malika Ayane fa la Serena Brancale: il risultato è molto positivo per entrambe, a dimostrazione della loro immensa classe. Bene anche Fulminacci, con una chicca “alla Santa Marinella”. Le Bambole di pezza ci trollano, con un brano poco rock ma molto, molto bello e molto ben eseguito. Maria Antonietta e Colombre, un po’ Coma_Cose, un po’ Ricchi e Poveri, presentano una canzone assai gradevole e tanto ben performata. Raffinato il brano di Michele Bravi, da riascoltare. Stesso discorso per la brava Mara Sattei. Le canzoni di Samurai Jay ed Elettra Lamborghini, che ci piaccia o meno, le avremo in testa fino ad agosto inoltrato. Mi aspettavo qualcosa di più “hip-hop” (magari una “street song?”) da Luché, che comunque può sognare in grande. Discorso diverso per Nayt, ingiustamente sottovalutato a livello mainstream, e per Tredici Pietro, che dribbla con lucidità l’inconveniente tecnico e mette in scena una canzone bellissima anche perché completa. Rimangono nella loro “comfort zone” – e non è una critica, perché ci stanno benissimo – Raf, Patty Pravo e Renga, come anche Nigiotti, Leo Gassman ed Eddie Brock. Con riferimento a quest’ultimo, in particolare, soltanto il tempo saprà dirci se l’effetto “Non è mica te” sarà replicato o meno. Quasi un ossimoro l’educazione trascinante di LDA & Aka 7seven. Pregevole il brano di Chiello, anche se preferisco il suo pop-punk quando è più spinto. Levante fa rima con “elegante” e mi ricorda Carmen Consoli nel prime. J-Ax non lo commento nemmeno, perché sono troppo di parte: se dovessi avere un figlio, lo chiamerei Alessandro. Il secondo, beninteso, perché il primo, per legge, sarà Maurizio. La sala stampa, unica a votare ieri sera, premia, in ordine sparso, Arisa, Ditonellapiaga, Fulminacci, Fedez e Masini e Serena Brancale. Giusto? Diciamo che ci può stare. Io avrei messo, in Top 5, sempre elencandoli randomicamente, Ditonellapiaga, Tommaso Paradiso, Serena Brancale, Sayf e Dargen D’Amico. Ma “so’ gusti”. Share, come prevedibile, bene ma non benissimo: 58%, con 9 milioni 600 mila telespettatori (dato Ansa).